QUANTO E’ POPOLARE IL TEATRO IN ITALIA

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SIAE – L’attività di spettacolo – Primo semestre 2012

Se chiediamo a un ipotetico uomo della strada cosa rappresenti, nel suo immaginario, uno spettacolo teatrale, costui verosimilmente lo assocerà a un noiosetto intrattenimento d’élite, per pochi spettatori facoltosi. E magari anziani. Il luogo comune che confina il teatro in un’attività (anzi, passività) di pochi parrucconi muffosi e viceversa (le suddette cariatidi confinate in teatro) trova riscontro nella realtà fattuale? Proviamo a chiederlo alle ultime statistiche disponibili: quelle del rapporto SIAE L’attività di spettacolo relative al primo semestre del 2012. Rinviando a successivi interventi il discorso sull’età e sul reddito, iniziamo a concentrarci sull’affluenza generale del pubblico a teatro, in relazione alle altre arti (tralasciamo il confronto con lo sport e con forme di intrattenimento non artistico – o non precisamente inquadrabile – analizzate nel rapporto.)

Iniziamo col dire che lo spettatore teatrale ha molto minori possibilità di scelta (più di 83mila spettacoli allestiti nei sei mesi considerati) rispetto a chi gradisce l’intrattenimento cinematografico (oltre 1 milione e mezzo di proiezioni), ma maggiori di chi predilige i concerti di musica classica, leggera o jazz (33mila), e questa è forse una sorpresa, o le mostre e esposizioni (20mila; i musei sono esclusi dal rapporto). Se quegli 83mila spettacoli rappresentano l’insieme dell’attività teatrale in tutte le sue forme, la prosa, argomento di interesse del nostro sito, con i suoi 54mila allestimenti da un lato mantiene da sola la stessa posizione nella ‘graduatoria’ con le altre arti, dall’altro rappresenta più del 50% dell’attività teatrale complessiva. In altri termini, ci sono più spettacoli di prosa che spettacoli di lirica, rivista e commedia musicale, balletto, burattini e marionette, circo e performance varie messi insieme.

Al cospetto di una simile offerta, come risponde il pubblico, in termini di affluenza? In sei mesi, a fronte di 50mln 300mila ingressi nei cinema, 4mln 900mila per i concerti, 9mln 600mila per le mostre, si contano quasi 12mln 800mila ingressi nel teatro, di cui 8mln 600mila nella prosa. Va premesso che i dati ufficiali non consentono di sapere se siano sempre le stesse persone a frequentare gli eventi, o se la partecipazione sia maggiormente diffusa: per determinare ciò occorrono le indagini demoscopiche. Al netto di tale considerazione, in termini di accessi complessivi il teatro risulta molto meno popolare del cinema, ma più popolare dei concerti e delle mostre. La sola prosa invece è meno frequentata delle esposizioni, ma ancora una volta più dei concerti.

C’è equilibrio nel mercato? Ossia, c’è incontro tra domanda e offerta? Possiamo rapidamente verificarlo, calcolando la media di spettatori per spettacolo. Ovviamente, la valutazione sulla possibilità di ottimizzare costi, tempi e risorse la lasciamo agli operatori del settore. A parte le mostre, che implicano modalità di fruizione differenti e contano una media di 472 spettatori a esibizione, le sale teatrali sono le più affollate: 153 spettatori a spettacolo (159 per la prosa), contro il 147 dei concerti, e dei miseri 32 del popolarissimo cinema. Che in questo caso ‘sconta’ la possibilità, poco praticabile per l’intrattenimento che prevede la presenza di artisti in carne e ossa e l’allestimento di scenografie, di organizzare molteplici proiezioni nell’arco della stessa giornata.

- Visualizza l’infografica sulla popolarità del teatro in Italia -


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